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Mai Cannetà, nella regione del Tembien.

(appunti tratti dalla rete)

Tembien (Battaglie del), combattute durante la guerra italo-etiopica iniziata nel 1935. La prima battaglia del Tembien (20-23 gennaio 1936) si svolse tra l'esercito imperiale agli ordini del ras Cassa e del ras Sejum e il III corpo d'armata e il corpo d'armata eritreo che ebbe esito incerto. 

Con la seconda battaglia del Tembien (27-29 febbraio 1936), le forze italiane sconfissero definitivamente quelle eritree nella zona di Abbi Addi.

La Prima Battaglia del Tembien fu una battaglia della Guerra di Etiopia, che vide un deciso tentativo di sfondamento del fronte italiano da parte delle truppe abissine di ras Cassa, inquadrate nell'esercito etiopico. La battaglia vide, una prima fase in cui ci fu un deciso arretramento del fronte tenuto dalle truppe italiane che persero lo Scirè e gran parte del Tembien, cui seguì una seconda fase in cui con la battaglia di Passo Uarieu gli italiani riuscirono a fermare l'avanzata etiopica e in seguito a riprendere l'iniziativa.

E' una lotta senza quartiere, muore valorosamente il Comandante del II Btg. ed il cappellano del gruppo, Padre Reginaldo Giuliani, è ucciso barbaramente mentre soccorre i caduti ed i feriti. Interviene anche il Btg. mitraglieri della 2a Divisione CC.NN. e con due compagnie guarnisce gli estremi del passo lasciando un varco perché possano defluirvi le truppe ripieganti. I mitraglieri falciano gli abissini e li trattengono sacrificandosi fino ad essere abbattuti sulle armi fumanti. Finalmente i due battaglioni riescono a sganciarsi e a rientrare nei fortini.

Durante il combattimento cadono: 15 ufficiali e 156 CC.NN. rimangono feriti: 9 ufficiali e 154 CC.NN.Passo Uarieu ed il presidio vengono circondati e racchiusi in un cerchio di fuoco dal nemico imbaldanzito, che sarà sconfitto dopo 3 giorni di dura lotta.

Il 27 febbraio il Gruppo partecipa alla seconda battaglia del Tembien. Il I Btg. si trasferisce da Monte Pellegrino a Passo Uarieu in avanguardia del Btg. granatieri (gruppo battaglioni nazionali al Comando del Colonnello Gotti - uno di granatieri e uno di alpini). Un nucleo di rocciatori volontari al comando del Capomanipolo Reale raggiunge il plotone di alpini incaricato di conquistare la cima sud dell'Uork Ambà; alle 7,45 la 1a cp. del I Btg. raggiunge il VII Btg. alpini duramente impegnato nell'azione sulle pendici sud dell'Amba; il centurione Di Fazio interviene in linea con una parte della sua compagnia seguito alle 8,45 da tutto il battaglione a rinforzo degli alpini. Vari ufficiali sono feriti; ne cadono due tra cui il Centurione Di Fazio al quale verrà assegnata la medaglia d'oro. Finalmente alle ore 15 il nemico è battuto. Intanto il plotone rocciatori ed il plotone alpini che puntavano sulla cima sud hanno incontrato forte resistenza e non hanno raggiunto l'obiettivo; ricevono in rinforzo un altro plotone CC.NN. e potranno raggiungere la cima all'alba del 28 febbraio.

I "barambaras" erano bande alleate all'Italia. Prendono il nome da Barambaras KAFIL che era un fuoruscito abissino messosi al nostro servizio.

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